Flora mediterranea

Queste piante sono presenti in tutto il bacino del Mediterraneo, per nostra comodità vi annoveriamo tutte le specie comunemente coltivate e spontanee ora presenti, perciò nelle schede descrittive specifichiamo la reale origine di crescita spontanea.
piante : 215
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I040 - Inula viscosa - Inula viscosa,cepittoni

Cespuglio fitto e resistentissimo degli incolti e delle scarpate è caratteristico dei campi non più coltivati e li caratterizza nell'autunno quando ancor prima delle piogge si copre di capolini gialli . Eccezionale pianta pioniera con un fantastico apparato radicale profondissimo e fascicolato, ottima per trattenere terreni sciolti in pendenza. E' stata segnalata da diverse fonti la utilità di questa pianta che sulle sue foglie ospita un subparassita della temibile Mosca dell'olivo (Batrocera oleae) . Ha una notevole utilità anche per gli apicoltori, in quanto fornisce un discreto bottino nelle sue fioriture autunnali, da non dimenticare una sua funzione nella lotta alla varroa (vedi riviste di apicoltura).

I050 - Iris pseudoacorus -

I051 - Iris sisyrinchium -

J010 - Juncus acutus et alii - Giunco

Tipica specie delle zone umide, con molti suoi congeneri pioniere dei bordi stagnali e lagunari , a seconda delle specie è presente dalla riva del mare ai bordi degli alti torrenti di montagna.

J060 - Juniperus phoenicea (turbinata) - Ginepro fenicio, cedro licio

Il più simile al cipresso che dà il nome alla famiglia , è il più adatto ai terreni di base acalina. Caratteristico il dimorfismo dalle foglie giovanili pungenti alle foglie della maturità inermi. Il legno di tutti i nostri ginepri è sempre stato considerato prezioso per la sua durevolezza, anticamente la legislazione ne vietava l’abbattimento per altro uso se non in edilizia per la costruzione delle armature dei tetti.

J020 - Juniperus communis s.sp. Nana - Ginepro nano

Nelle zone più alte e flagellate delle montagne centrali, è l'equivalente di resistenza e testardaggine delle forme striscianti dei ginepri delle coste, cambia un pò il nome , ma sempre di duri si tratta.

J040 - Juniperus oxycedrum ssp. oxycedrum - Ginepro rosso

Pianta pioniera per eccellenza, colonizza gli sfasciumi rocciosi di vecchie frane e i luoghi più ingrati accrescendosi con lentezza ma con determinazione in fusti contorti e sofferti che rappresentano la storia del territorio. Quando troviamo nel bosco qualche esemplare ormai morto e circondato da lecci e corbezzoli che gli sono cresciuti addosso, pensiamo che per secoli quell'esemplare ha vissuto per creare il substrato che ha permesso lo sviluppo successivo di una flora più esigente. Contrariamente a quanto si crede, gli esemplari coltivati e irrigati su terreni ben drenati hanno un accrescimento piuttosto rapido. In natura molti esemplari presentano coloriture delle foglie più o meno glauche ed estremità dei rami spesso pendule.

J030 - Juniperus oxycedrum ssp. macrocarpa - Ginepro coccolone

Con il congenere Phoeniceum è il primo ostacolo arboreo alla avanzata delle dune su molte delle nostre zone sabbiose costiere. Il suo robustissimo ed estesissimo apparato radicale gli permette di cercare l’umido a grande profondità e distanza nella sabbia . Purtroppo l’attuale moda del fuoristrada sta creando considerevoli danni alle radici degli esemplari di molti siti dunosi della nostra isola. E’ uno degli alberi preferiti dai cervi (Cervus elaphus corsicanus) per strofinarci le nuove corna per togliere il velluto.

L010 - Laurus nobilis - Alloro

Un caro amico direbbe" buono sui pesci arrosto!"eppure questa sempreverde è ubiquitaria nei nostri giardini , molto adattabile e buon frangivento.

L020 - Lavandula stoechas - Lavanda selvatica, steca

Essenza estremamente frugale, la si trova in tutte le stazioni più ingrate su terreni di origine silicea dove si alterna all'elicrisio con la sua fioritura di un viola acceso su spighe corte e tozze; se ne auspica un uso più frequente nella industria degli aromi. Può usarsi in luogo delle altre lavande più esigenti.
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